Barbaresco Basarin Riserva Docg – Marco e Vittorio Adriano

Schermata 2016-10-11 alle 12.00.24Il Barbaresco è uno dei vini più celebri e prestigiosi del nostro patrimonio enologico.
Insieme al Barolo rappresenta l’eccellenza del territorio delle Langhe. Se il Barolo è soprattutto simbolo di potenza e forza espressiva, il Barbaresco si distingue per la raffinata eleganza e la finezza dei suoi aromi.
Il Barbaresco Basarin Riserva Docg di Marco e Vittorio Adriano rappresenta la più classica espressione dello straordinario vino piemontese e proviene da una delle zone di Neive più vocate in assoluto per la coltivazione del nebbiolo.
I suoi delicati profumi floreali, fruttati e lievemente speziati, il sorso armonioso e intenso, lo rendono perfetto da degustare con arrosti, brasati o selvaggina.

Il Barbaresco
La zona di produzione del Barbaresco è racchiusa in una piccola area delle Langhe, che per composizioni dei terreni e microclima, rappresenta un’eccellenza del territorio.
La 
Docg Barbaresco si estende su quattro comuni in provincia di Cuneo: Barbaresco, Neive, Treiso e la frazione di Alba San Rocco Seno d’Elvio. Il nome del vino deriva dal comune più famoso della Denominazione. Pare che le origini del toponimo Barbaresco si possano far risalire addirittura all’epoca delle guerre di conquista degli antichi Romani. Si narra, che le popolazioni liguri, per trovare scampo dalle Legioni Romane, si fossero rifugiate nella foresta delle Langhe, divenuta ben presto conosciuta come “barbarica silva”, radice dell’attuale nome di Barbaresco. Il vino che conosciamo oggi, nasce nella seconda metà dell’Ottocento, quando grazie alle sperimentazioni della Marchesa Giulia Colbert Falletti e del Conte Camillo Benso di Cavour, si posero le basi della moderna enologia piemontese.
La fama e valore dei vini delle Langhe è stata poi confermata nel 1966 con l’attribuzione al Barbaresco della Denominazione d’Origine Controllata, trasformata in Docg nel 1980.

Il Terroir
Schermata 2016-10-11 alle 12.26.59L’origine del nome Langhe, deriva proprio dalla particolare conformazione del territorio, caratterizzato da “lingue di terra”, ovvero da una serie di rilievi collinari piuttosto ripidi, con altitudini attorno a 300 metri, che dalle Alpi Liguri si estendono verso nord-est. Si tratta di terre che si sono formate nell’era geologica del Miocene (15/8 milioni di anni fa), per successive e lente sedimentazioni di arenarie e argille sui fondali di un antico mare. Nel corso del Pliocene è cominciata la lenta emersione di queste terre, che a causa della spinta della zolla Africana, hanno formato un complesso sistema di rilievi. Si tratta di terreni costituiti da marne argillo-calcaree e da stratificazioni di sabbie e arenarie. Nella zona di Barbaresco, troviamo soprattutto le Marne di Sant’Agata, dal caratteristico colore grigio azzurro, costituite da argille, calcare e da una percentuale di sabbie abbastanza elevata. Questa particolare composizione del terreno, dona vini meno potenti e tannici rispetto alla zona del Barolo, ma di grande eleganza. Il clima delle Langhe è fondamentalmente continentale e garantisce una maturazione lenta e graduale di un vitigno tardivo come il nebbiolo. Le notevoli escursioni termine, che si registrano tra il giorno e la notte durante i mesi di settembre e ottobre, contribuiscono a donare alle uve un corredo aromatico dai profumi ricchi e intensi.

L’Azienda
La Cantina Marco e Vittorio Adriano si trova nella frazione di San Rocco in Seno d’Elvio.
Ha alle spalle una storia di generazioni di viticoltori, che risale agli inizi del ‘900, quando il nonno Giuseppe cominciò a dedicarsi alla coltivazione della vite. Il lavoro venne poi portato avanti dal figlio Aldo e oggi al timone dell’azienda ci sono i nipoti Marco e Vittorio, che con grande passione e competenza, continuano la tradizione di famiglia. La tenuta si estende complessivamente su 23 ettari, coltivati a nebbiolo, barbera, dolcetto, freisa, sauvignon blanc e moscato.


Il Barbaresco Basarin Riserva Docg
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I vigneti dell’azienda sono raccolti attorno alla Cantina, a San Rocco Seno d’Elvio, tranne il vigneto Basarin, che si trova invece nel comune di Neive. Si tratta di una parcella particolarmente vocata, con esposizione sud-est, coltivata su un pendio in forte pendenza. E’ un vigneto che dona uve di grande qualità, utilizzate per produrre il Barbaresco Basarin e il Barbaresco Basarin Riserva. Tutte le lavorazioni eseguite in vigna sono manuali e per la coltivazione vengono applicati i principi della lotta integrata, con il massimo rispetto della natura e dell’ambiente circostante. Dopo un’accurata selezione in vigna, le uve sono avviate alla fermentazione in vasche d’acciaio inox a una temperatura di circa 27/28 °C. Il vino matura in botti di rovere di Slavonia da 35 hl e come da disciplinare, l’invecchiamento minimo complessivo non può essere inferiore ai 50 mesi. Il vino completa il suo affinamento con 12 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio. Il colore è rosso granato, che con l’invecchiamento tende ad assumere riflessi aranciati. Il bouquet è elegante, con profumi di violetta, rosa appassita, confettura di frutta rossa, spezie e liquirizia. Al palato ha un buon corpo, con una trama tannica fine e setosa. Il sorso è armonioso, aromaticamente complesso e di bella freschezza. Il finale è lungo e persistente. E’ un vino che esprime il meglio il suo potenziale dopo almeno 5/10 anni e ha una longevità di 20/30 anni. A tavola è perfetto da abbinare a carni rosse arrosto o brasate e a piatti di selvaggina.

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